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    A seguito dell'entrata in vigore del Piano Urbanistico Provinciale (P.U.P.), approvato con la L.P. 27 maggio 2008, n. 5 e dell'applicazione dell'articolo 21 delle sue norme di attuazione, in relazione alla tutela delle risorse idriche destinate al consumo umano, è stata approntata la Carta delle Risorse Idriche. Con Delibera di G.P. n° 2248 del 5 settembre 2008 è stata pertanto approvata la Carta delle Risorse Idriche che individua le sorgenti, i pozzi e le acque superficiali utilizzate a scopo potabile con qualsiasi portata comprese le sorgenti di acque minerali attualmente in concessione nonché le sorgenti ritenute strategiche per le peculiari caratteristiche di qualità, quantità e vulnerabilità, ancorché non sfruttate per uso umano, che potrebbero costituire riserve future. La Carta delle Risorse Idriche copre a scala 1:10.000 l'intero Trentino ed individua le seguenti aree di salvaguardia: a) zone di tutela assoluta; b) zone di rispetto idrogeologico; c) zone di protezione.

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    Il livello Penalità Permafrost e Rock Glacier 2° aggiornamento deriva dalla trasposizione della pericolosità in penalità, relativamente ai fenomeni del permafrost e dei rock glacier che interessano il territorio. La classificazione della penalità è codificata nel campo CSP (P1 – trascurabili o assente, P2 - bassa, P4 - elevata). La Giunta Provinciale con la deliberazione n.1361 del 12 settembre 2025 ha approvato la Carta di Sintesi della Pericolosità relativa all’intera Provincia Autonoma di Trento.

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    La Carta della Pericolosità Frane 2° aggiornamento, approvata con delibera G.P. n.1341 del 12 settembre 2025, descrive e classifica le porzioni del territorio interessate dai fenomeni franosi noti, secondo i criteri e la metodologia approvati con la delibera G.P. n.1306 del 4 settembre 2020. La classificazione della pericolosità è codificata nel campo CAP (H1 – trascurabile, H2 - bassa, H3 - media, H4 - elevata).

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    Lo strato informativo Repellente localizza sul territorio ciascuna opera di questa tipologia censita dal Servizio Bacini montani della Provincia Autonoma di Trento. Sono riportati, inoltre, dati relativi alle caratteristiche geometriche dell'opera e del contesto geomorfologico nel quale è inserita.I repellenti fanno parte del catasto delle opere idrauliche, gestito attraverso il Sistema Informativo del servizio Bacini Montani (SIBaM). Il catasto censisce le infrastrutture costruite per mitigare la pericolosità alluvionale (opere di sistemazione idraulico - forestale) e le infrastrutture costruite in interferenza con i corsi d'acqua per determinate esigenze di uso del suolo (es. ponti, attraversamenti, ...).

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    A seguito dell'entrata in vigore del Piano Urbanistico Provinciale (P.U.P.), approvato con la L.P. 27 maggio 2008, n. 5 e dell'applicazione dell'articolo 21 delle sue norme di attuazione, in relazione alla tutela delle risorse idriche destinate al consumo umano, è stata approntata la Carta delle Risorse Idriche. Con Delibera di G.P. n° 2248 del 5 settembre 2008 è stata pertanto approvata la Carta delle Risorse Idriche che individua le sorgenti, i pozzi e le acque superficiali utilizzate a scopo potabile con qualsiasi portata comprese le sorgenti di acque minerali attualmente in concessione nonché le sorgenti ritenute strategiche per le peculiari caratteristiche di qualità, quantità e vulnerabilità, ancorché non sfruttate per uso umano, che potrebbero costituire riserve future. La Carta delle Risorse Idriche copre a scala 1:10.000 l'intero Trentino ed individua le seguenti aree di salvaguardia: a) zone di tutela assoluta; b) zone di rispetto idrogeologico; c) zone di protezione.

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    A seguito dell'entrata in vigore del Piano Urbanistico Provinciale (P.U.P.), approvato con la L.P. 27 maggio 2008, n. 5 e dell'applicazione dell'articolo 21 delle sue norme di attuazione, in relazione alla tutela delle risorse idriche destinate al consumo umano, è stata approntata la Carta delle Risorse Idriche. Con Delibera di G.P. n° 2248 del 5 settembre 2008 è stata pertanto approvata la Carta delle Risorse Idriche che individua le sorgenti, i pozzi e le acque superficiali utilizzate a scopo potabile con qualsiasi portata comprese le sorgenti di acque minerali attualmente in concessione nonché le sorgenti ritenute strategiche per le peculiari caratteristiche di qualità, quantità e vulnerabilità, ancorché non sfruttate per uso umano, che potrebbero costituire riserve future. La Carta delle Risorse Idriche copre a scala 1:10.000 l'intero Trentino ed individua le seguenti aree di salvaguardia: a) zone di tutela assoluta; b) zone di rispetto idrogeologico; c) zone di protezione.

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    Lo strato informativo Opera di consolidamento localizza sul territorio ciascuna opera di questa tipologia censita dal Servizio Bacini montani della Provincia Autonoma di Trento. Sono riportati, inoltre, dati relativi alle caratteristiche geometriche dell'opera e del contesto geomorfologico nel quale è inserita.Le opere di consolidamento fanno parte del catasto delle opere idrauliche, gestito attraverso il Sistema Informativo del servizio Bacini Montani (SIBaM). Il catasto censisce le infrastrutture costruite per mitigare la pericolosità alluvionale (opere di sistemazione idraulico - forestale) e le infrastrutture costruite in interferenza con i corsi d'acqua per determinate esigenze di uso del suolo (es. ponti, attraversamenti, ...).

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    Lo strato Penalità torrentizia classifica il territorio in classi di penalità relativamente ai fenomeni torrentizi, ed è uno dei tematismi che costituiscono la Carta di Sintesi della Pericolosità. La classificazione della penalità è codificata nel campo CSP (P1 - trascurabili o assente, APP - aree da approfondire, P2 - bassa, P3 - media, P4 - elevata). La base cartografica di contestualizzazione della Carta di Sintesi della Pericolosità è la Carta Tecnica Provinciale in vigore. La Giunta Provinciale con la deliberazione del 12 settembre 2025, n. 1361 ha approvato il secondo aggiornamento della carta di sintesi della pericolosità. La Carta di Sintesi della Pericolosità è uno degli elementi costituenti il Piano Urbanistico Provinciale PUP (art. 21, comma 4, lettera d) della legge provinciale 4 agosto 2015, n. 15 e art. 3, comma 1 della legge provinciale 27 maggio 2008, n. 5) ed ha il compito di individuare le aree caratterizzate da diversi gradi di penalità ai fini dell'uso del suolo, in ragione della presenza dei pericoli idrogeologici, valanghivi, sismici e d'incendio boschivo, descritti nelle Carte della Pericolosità (art. 10 della legge provinciale 1 luglio 2011, n. 9 e art. 14 dalle legge provinciale 27 maggio 2008, n.5).

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    A seguito dell'entrata in vigore del Piano Urbanistico Provinciale (P.U.P.), approvato con la L.P. 27 maggio 2008, n. 5 e dell'applicazione dell'articolo 21 delle sue norme di attuazione, in relazione alla tutela delle risorse idriche destinate al consumo umano, è stata approntata la Carta delle Risorse Idriche. Con Delibera di G.P. n° 2248 del 5 settembre 2008 è stata pertanto approvata la Carta delle Risorse Idriche che individua le sorgenti, i pozzi e le acque superficiali utilizzate a scopo potabile con qualsiasi portata comprese le sorgenti di acque minerali attualmente in concessione nonché le sorgenti ritenute strategiche per le peculiari caratteristiche di qualità, quantità e vulnerabilità, ancorché non sfruttate per uso umano, che potrebbero costituire riserve future. La Carta delle Risorse Idriche copre a scala 1:10.000 l'intero Trentino ed individua le seguenti aree di salvaguardia: a) zone di tutela assoluta; b) zone di rispetto idrogeologico; c) zone di protezione.

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    La Carta della Pericolosità Deformazioni Gravitative Profonde di Versante (DGPV) 2° aggiornamento, approvata con delibera G.P. n.1341 del 12 settembre 2025, descrive e classifica le porzioni di territorio interessate da Deformazioni Gravitative Profonde di Versante, secondo i criteri e la metodologia approvati con la delibera G.P. n.1306 del 4 settembre 2020. La classificazione della pericolosità è codificata nel campo CAP (H1 – trascurabile, H2 - bassa, H3 - media, H4 - elevata).